Anche se terribilmente in ritardo, ecco un piccolo sunto delle vacanze a Barcellona.
E il filmato sulla casa degli orrori è in lavorazione.
Anche se terribilmente in ritardo, ecco un piccolo sunto delle vacanze a Barcellona.
E il filmato sulla casa degli orrori è in lavorazione.
Forse è giusto che sia un altro sabato gelido a vedere il mio ritorno su questo blog ormai lasciato alle ortiche.
Fine ingloriosa di un passato fatto di passione e di emozioni.
Mi dispiace constatare il suo stato di abbandono ma soprattutto sapere che dipende da me,dalla mia accidia, dal mio distacco.
Non so qual'è il motivo ma ho come l'impressione che tutte le parole, tutte le cose che avevo da dire siano volate via.
So di aver chiuso un capitolo, ma ho come l'impressione che in quel capitolo fosse racchiusa anche la capacità di far fluire le mani sulla tastiera in una traduzione immediata dei pensieri in parole.
Sono davanti a questo schermo da qualche minuto e non so bene come scrivere tutto quello che vorrei dire.
E' come se fosse qualcosa che non ho mai fatto, come se non fossi capace di tornare ai vecchi gesti,alle vecchie parole, è come se mi trovassi di fronte ad un mezzo con il quale non so più rapportarmi.
In questi tanti giorni di silenzio sono accadute molte cose.
Mi sto costruendo con le unghie e con i denti una serenità verso cui sono geloso e protettivo. Sto cercando di costruirmi una vita che mi piace e per ora i risultati sono accettabili.
Non riesco a promettere a me stesso che tornerò agli aggiornamenti costanti ma non importa poi così tanto. In fondo come mi ha detto una persona "il blog è un diario personale, non è un contratto che tu firmi con l'umanità... se uno si scoccia, o non ha nulla da dire, oppure perde entusiasmi è normale..."
Dapprima è stata delusione,poi comprensione, il giusto senso e ruolo alle parole.
Pensieri non detti, paure soltanto accennate anche se imperversavano con ben altri toni nella mente e nel petto.
Risate donate a merito di un film delizioso, sorrisi per pacare gli animi e le frasi accusatorie ancora calde addosso.
Una casa buia, una luce tremolante, l'interrogativo muto sull'odierno significato delle dichiarazioni e dei gesti nella nuova accezione della conoscenza.
Ed ora quella che resta viva in mente è la richiesta graffiata sul legno di un gatto che per tutta la notte ha invocato una compagnia non concessa.